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Progetto siate Parchi

" Per loro (i naturalisti) e per i politici, anche se fanno il loro lavoro con passione, il parco è un concetto, un elenco di classificazioni, un ente di gestione, una ricerca poliennale sulle variazioni cromatiche del mantello del lupo, un punto del programma elettorale. È un logos, come direbbero i sacerdoti di Apollo. Loro sacrificano il particolare al generale. A loro basta una parola, una frase per riassumere fulmineamente la complessità del parco. A noi no. Noi siamo attori. Il nostro protettore è Dioniso, il dio della possessione. Loro astraggono, noi ci immedesimiamo. Non sappiamo creare classi e gerarchie. Ci fissiamo su ogni particolare e lo assorbiamo fino ad esserne posseduti. Per noi esiste solo la realtà immediata. Per noi il parco è un interminabile racconto di corna, rami, squame, foglie, cortecce, fortezze, giunture, biforcazioni, potature, sculture, nenie, ululati, cupole, caverne, buoi, insaccati, cascate, caprioli, tecniche casearie, funzionari. "

L’installazione intende occupare le piazze dei Comuni del territorio di un parco naturale per alcune sere, aprendo la comunicazione tra la comunità residente ed i funzionari del parco. Accanto ai funzionari, preposti a dare informazioni sui sentieri e sui servizi dell’Ente che ivi rappresentano, gli attori si faranno mediatori maieutici di questa relazione talvolta trascurata. Al centro della piazza infatti metteranno in scena il territorio circostante narrandone le vicende, le leggi, gli abitanti, i prodotti agricoli, i vincoli ambientali. Dando rilievo e riconoscimento alle risorse locali, il progetto prevede la collaborazione con personalità artistiche ed artigiane locali, invitate all’interno dello spazio rappresentativo a dare il proprio contributo.